Salsamenteria Tomba, ovvero come salvare i piccoli negozi storici

Foto by Alfredo Spagna su Flickr: https://www.flickr.com/photos/alfre_pictures/3582024110

Leggo di una petizione online per salvare la Salsamenteria Tomba di Forlì. Mi dispiace che chiuda, è un pezzo di storia di Forlì che se ne va.

Vorrei però invitare chi sta firmando online ad una riflessione: che senso ha? Quante volte siete andati, nell’ultimo anno, ad acquistare da questo negozio?

Se vogliamo salvare i negozi storici, o le piccole nuove realtà che cercano di fiorire fuori dal contesto della grande distribuzione, dobbiamo sostenerli economicamente.

E’ banale, basta fare la spesa in questi posti, invece che fuori. E fargli pubblicità come possiamo: su Facebook, via email, o meglio ancora con una parola agli amici. Fate un gruppo di acquisto, per facilitare la vita del commerciante e la vostra.

Le petizioni non servono a nulla, in questo caso. Nulla.

Semmai una politica urbanistica e di mobilità diversa può aiutare le attività a non chiudere, prima che vadano in crisi.

Il popolo pigro delle petizioni online

L’ho scritto anche tempo fa. L’enorme potenziale di Internet per un aumento della democrazia nel Mondo è attualmente in gran parte sprecato dalla superficialità con la quale lo utilizziamo.

Potremmo sfruttare la rete per informarci di più, abbattere le distanze, discutere approfonditamente, separare barriere fisiche.
Invece in gran parte questa abbondanza di informazioni ci ha ridotto la lettura lunga e ragionata, in favore della massa di informazioni senza approfondimento e senza verifica.

Per quanto riguarda l’attivismo politico, oggi in tanti si sentono soddisfatti per aver firmato l’ennesima petizione online. Senza considerare la sua assoluta inefficacia.

Così la rabbia e l’indignazione vengono incanalate nel recinto sicuro sul web, senza una vera ricaduta nella società.

Condivido al 100% quello che scrive Sofri su Il Post, che vi consiglio di leggere:
Il popolo pigro delle petizioni online

Petizioni contro l’uccisione dei cani randagi in Cina

In queste ore circola in rete un appello per firmare una petizione contro l’uccisione di cani randagi in Cina. Questo il testo dell’appello:

Come già per le olimpiadi di Atene, anche a Pechino si fanno la “pulizia” nelle strade, non solo di Pechino ma dappertutto, degli animali randagi, e non solo.
Sembra che la polizia abbia ordinato di chiudere in casa gli animali entro il 16 di marzo. Chi viene trovato dopo tale data viene catturato e ucciso. A parte questo, uccidono i randagi già da tanto tempo come “prevenzione” contro la rabbia.

Qui la petizione contro le uccisioni:
http://www.thepetitionsite.com/takeaction/920837328

Cani di grossa taglia vengono catturati ed “arrestati”. Se sono registrati, avendo un proprietario, viene chiesto una specie di riscatto al proprietario.
In Cina i cani devono essere registrati, ma la registrazione costa molto rispetto al reddito. Non hanno paura solo i proprietari di grandi cani, ma un pò tutti.

Qui la petizione:
http://www.gopetition.com/petitions/stop-dog-killings-in-china-due-to-2008-olympics.html

Ho fatto qualche verifica. Intanto potete stare tranquilli, non ci sono foto cruente di animali che vengono uccisi, come in appelli precedentii.
Sul sito della prima petizione ho trovato un riferimento ad una notizia data da FoxNews, senza però un link diretto. Quindi ho fatto qualche ricerca ed ho trovato che la notizia è stata veramente pubblicata:
http://www.foxnews.com/story/0,2933,257301,00.html

Si tratta però di una notizia un po’ vecchia, datata 7 Marzo 2007 (come conferma tra l’altro anche il testo della petizione da firmare).
La scadenza del 16 di Marzo, quindi, è dell’anno scorso.

Sarebbe quindi interessante sapere se è stato fatto qualcosa, se la petizione partita l’anno scorso ha dato qualche frutto, o se può ancora dare un contributo.

Io ho firmato. Anche se fosse una petizione riguardante un fatto già avvenuto sul quale è impossibile intervenire il problema dei diritti degli animali in questi paesi è reale.

Del resto in questi paesi non sono tutelati i diritti di nessun essere vivente, persone comprese.

Quindi ben venga ogni iniziativa.