In Gran Bretagna un disoccupato trova un enorme tesoro

Con un metal detector un disoccupato inglese ha trovato un tesoro di enorme valore storico (ed economico, stimato in almeno un milione di euro).

Il più importante tesoro archeologico dell’epoca anglosassone è stato scoperto in Inghilterra da un cercatore di metalli. Il 55enne Terry Herbert, col suo metal detector, ha trovato circa 1500 oggetti in oro e argento in un campo appartenente a un amico. Sono decorazioni guerriere e oggetti religiosi che gli esperti definiscono di grandissimo valore.
“E’ un incredibile collezione, assolutamente senza precedenti – dice l’esperto Kevin Leahy -. Ci chiedete se sia il tesoro anglosassone più importante finora trovato. Ebbene si’. E apre nuove prospettive nella ricerca archeologica”.

Fonte: EuroNews, Espresso

Il governo Inglese chiede scusa a Turing

Scopro grazie ad Attivissimo che il Governo inglese ha chiesto scusa per l’indecente trattamento rivolto a Turing. Questo brillante matematico, spesso poco conosciuto ai non informatici, ha cambiato il corso della seconda guerra mondiale contribuendo alla decrittazione dei messaggi militari nazisti, ed è stato fondamentale per la ricerca scientifica che ha portato alla realizzazione dei computer.

Nel 1952, mentre stava lavorando allo sviluppo dei primi computer moderni, fu processato per il reato di omosessualità, o gross indecency (oscena indecenza) nell’eufemistico gergo legalese dell’epoca, esattamente come era successo a Oscar Wilde più di cinquant’anni prima. Qualunque atto omosessuale era illegale nel Regno Unito di allora, e a Turing fu data la scelta fra il carcere e la “cura” tramite castrazione chimica. Scelse la seconda opzione e fu sottoposto a iniezioni di estrogeni talmente forti da fargli crescere il seno.

La fine della seconda guerra mondiale è avvenuta con il concorso di tanti fattori. Purtroppo il lavoro sulla decifrazione delle comunicazioni è sempre stato sottostimato, ma è stato fondamentale.

Fonte: Alan Turing, governo GB chiede scusa

Non aggiungerei, però, l’aggettivo “scientifica”

Altra puntata dell’indagine de “Il Ponente” sul lavoro dei coniugi Montanari. Un ex dipendente della Nanodiagnostics, parlando del microscopio:

Quando è stato usato (sempre e soltanto dalla dottoressa Gatti e dai suoi collaboratori, perché il dottor Montanari non lo tocca neppure e ci si avvicina solo quando deve fare foto per promuovere la loro attività) è stato usato, sì, per la ricerca. Non aggiungerei, però, l’aggettivo “scientifica”, perché il termine “scientifica” presuppone delle basi che in questo caso sono abbastanza discutibili.

Corso: come essere primi nei motori di ricerca

Martedì 15 settembre 2009, dalle 9 alle 13 terrò un corso rivolto alle aziende e ai liberi professionisti che vogliono ottenere il massimo dal proprio sito Internet acquisendo gli strumenti per verificarne l’efficacia e la visibilità.

Obiettivi: Strategie e tattiche per migliorare il posizionamento del proprio sito e la propria visibilità in Internet, apprendendo le strategie di ottimizzazione (SEO) utili per entrare ai primi posti dei motori di ricerca e rimanervi nel tempo. Non sono richieste competenze informatiche avanzate, ma solo una conoscenza di base dei motori di ricerca (Google, Yahoo, Bing, etc.).

* I “ragni” da Yahoo a Google: l’indicizzazione
* Pageranking: come vengono ordinati i risultati
* Errori da evitare: miti da sfatare e spese inutili
* Il tuo sito: esaminiamo i link da voi sottoposti

Per informazioni ed iscrizioni: http://www.sapim.it/Article119.html

Stefano Montanari ed i dubbi sulla storia del microscopio elettronico

Molti di voi conosceranno la storia della raccolta di fondi, partita grazie a Beppe Grillo, per l’acquisto di un microscopio elettronico che permettesse a Stefano Montanari e sua moglie, la dottoressa Gatti, di fare ricerche sulle nanoparticelle.

Pare, da un articolo scritto su “Il Ponente”, che Montanari abbia millantato false referenze, spacciandosi per “consulente del progetto Nanopathology” della CE, cosa smentita dall’ufficio stampa della stessa CE.

Pare che il microscopio in questi anni sia stato utilizzato a scopo di lucro dalla società di Montanari e moglie, e che il primo microscopio (quello che era stato tolto dalle sue mani perché persona scomoda ai potenti) sia in realtà ancora in uso alla dottoressa Gatti per le sue ricerche.

L’unica cosa che era stata loro vietata era l’uso privato di questo bene dell’università.

Una serie di circostanze che hanno portato la Onlus Carlo Bortolani, che ha raccolto i fondi per l’acquisto del 2° microscopio, a donare lo strumento all’università di Urbino e pare anche a preparare una denuncia nei confronti di Stefano Montanari.

La Onlus scrive sul proprio sito:

Non ci stupiscono le reazioni e illazioni del dott. Montanari nei confronti della decisione della nostra Onlus di allargare la ricerca, ma a noi ciò che preme è il rispetto della legge e dei benefattori, i risultati scientifici e quindi la salute dei cittadini, non i bilanci di una società a scopo di lucro quale è la Nanodiagnostics srl dei dottori Montanari e Gatti.

E’ evidente che falsità e ulteriori illazioni ci vedranno costretti a difendere la nostra immagine e onorabilità nelle dovute sedi legali”.

Se queste accuse si dimostrassero fondate, dovranno essere d’insegnamento per tutti coloro che hanno strumentalizzato e venerato la sua figura di paladino della giustizia in questi anni.