emissioni

Mission One, la prima moto da corsa elettrica

mission_oneNasce la prima moto elettrica da corsa, che parteciperà al ttxgp, primo Gran Premio per veicoli ad energie alternative.
240Km/h di velocità massima, 240 Km di autonomia, 135Nm di coppia, senza cambio.
E’ chiaro che questo è un veicolo tutt’altro che ecologico, dal momento che nonostante le zero emissioni sprecherà molta energia per favorire la potenza, ma è comunque un passo utile per lo sviluppo dei motori e scooter elettrici tradizionali. Si parla già di versioni commercializzabili e meno energivori, basati su alcune delle tecnologie introdotte dalla Mission One.
Il ttxgp sarà una buona occasione per stimolare la progettazione di veicoli a zero emissioni da corsa, che avrà ricadute positive anche su quelli immessi sul mercato.

Classifica delle auto che inquinano meno

Greenpeace ha pubblicato una classifica che mette in fila le auto che producono meno CO2, prendendo questo valore come riferimento per tutti gli altri inquinanti. Purtroppo mancano tutti i mezzi elettrici, che potevano essere inseriti grazie ad un calcolo dell’inquinamento alla fonte della produzione dell’energia utilizzata. Sarebbero state tutte in cima.

Classifica delle auto che inquinano meno

Mobgas: calcolare e ridurre la propria impronta ecologica

L’Unione Europea ha finanziato lo sviluppo di un programma per cellulari e palmari, chiamato mobGAS, che permette di calcolare la propria impronta ecologica sulla base degli stili di vita che conduciamo, per aiutare a ridurla attraverso le scelte che facciamo ogni giorno.

mobGAS©® è un nuovo programma per cellulari, disponibile in 21 lingue europee, che permette agli utenti di vedere l’impatto delle loro scelte quotidiane sui cambiamenti climatici. Si tratta di una tecnologia intelligente, sviluppata dagli scienziati del Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione europea, che consente agli utenti di vedere le conseguenze delle loro scelte quotidiane in termini di emissioni dei tre principali gas a effetto serra: l’anidride carbonica, il metano e il protossido di azoto. Le informazioni sulle attività di tutti i giorni, come la cucina, i trasporti, l’illuminazione, le apparecchiature elettroniche, ecc. vengono inserite nel programma, che calcola le singole emissioni. Un registro delle emissioni quotidiane, settimanali o annuali dell’utente può essere creato su un sito web sicuro, consentendo così confronti con le medie nazionali e mondiali. Il programma comprende anche un’animazione del contributo dell’utente agli obiettivi del protocollo di Kyoto.

Ogni singola persona può avere un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Secondo dati recenti di Eurostat, il 21% delle emissioni è dovuto a processi industriali e affini, il 31% proviene dalla produzione di energia, il 20% dai trasporti, il 9% dall’agricoltura, il 3% dai rifiuti e il resto da altre fonti. Ciò dimostra che i comportamenti individuali, ossia il modo in cui viaggiamo, gli apparecchi che utilizziamo, il cibo che mangiamo, possono dare un contributo reale in termini di emissioni. Lo stile di vita e di consumo sono un fattore chiave; per questo è importante che i singoli siano consapevoli dell’impatto delle loro scelte personali.

Scaricando il programma sul cellulare, un apparecchio che le persone portano sempre con sé, si può approfittare dei momenti di maggior calma, ad esempio in autobus o mentre si aspetta ad un appuntamento, per inserire i dati della giornata. Si tratta ad esempio dei mezzi di trasporto utilizzati, del modo in cui viene riscaldata la casa, del tempo passato davanti alla televisione e del cibo che abbiamo mangiato.

A partire da oggi mobGAS viene messo gratuitamente a disposizione degli interessati. Le reti di comunicazione e i produttori di cellulari parteciperanno anch’essi al lancio della tecnologia a livello nazionale.

Gli scienziati del CCR daranno dimostrazioni della tecnologia al padiglione UE nel corso della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che avrà luogo a Bali a partire dal 3 dicembre.

Per scaricare il programma:

http://mobgas.jrc.ec.europa.eu

Allargamento ZTL e piano della sosta

Traffico by PrimerozIn questi giorni si stanno presentando le proposte attuative del piano del traffico relativamente al centro storico, all’allargamento della ZTL ed al piano della sosta.
Vorrei fare alcune considerazioni su quanto appare sulla stampa e su tutto quello che non appare.

Prima di tutto vorrei partire dalle domande principali che dovremmo porci: Perché? Come?
Negli ultimi anni, ogni volta che si parlava di inceneritori e di altri impianti industriali, ed io ed altri verdi puntavamo il dito ai danni dell’inquinamento, si rispondeva che l’inquinamento maggiore proviene dal traffico. Certamente questa considerazione è vera, ma il ragionamento porta comunque a qualche inevitabile conclusione. La prima è che ogni fonte di possibili rischi per la salute deve essere ridotta, proporzionalmente al suo impatto ed alla possibilità di trovare alternative. La seconda è che tutti siamo responsabili dei rischi per la nostra salute, e quindi questa responsabilità va gestita, non esternalizzata. A fronte di un piccolo sacrificio personale distribuito su tutti si ottiene spesso un grande beneficio collettivo.

Così dobbiamo da un lato continuare a proporre le alternative agli inceneritori, che esistono e sono economiche, e dall’altro pensare anche a tutte le altre fonti a partire dal traffico.

La mancata gestione del problema del traffico è stata per Forlì un problema: oggi siamo una delle città con più auto per abitante ed una delle città con più inquinamento veicolare. Le alternative vengono sottoutilizzate perché soffocate da un unico mezzo. E’ necessario, pertanto, procedere con politiche diverse, che permettano di ridurre il traffico dei mezzi privati ad esclusione di quelli ad emissioni zero. Tante altre città, più avanti di Forlì su questi temi, hanno già fatto scelte analoghe ed ora ne apprezzano i benefici risultati.

Riducendo l’uso del mezzo privato si aumenta la fruizione della città. E’ un dato di fatto, dimostrato da mille esperienze in tutto il Mondo. Parlando del centro storico, ad esempio, abbiamo già alcuni esempi: non è un caso che le vie più frequentate da chi vuole fare una passeggiata siano Corso Garibaldi e via delle Torri. Quando si propose l’allontanamento delle auto in quelle vie ci furono aspre contestazioni. Oggi le stesse persone non tornerebbero indietro, chiaramente. Un altro esempio viene dai giorni di mercato, quando in centro c’è più gente: in quei giorni si utilizzano di più biciclette, mezzi pubblici e parcheggi lontani, perché è l’unico modo che consente a grandi quantità di persone di raggiungere contemporaneamente uno stesso punto.

Se fosse vero il contrario, cioè che aumentare le auto in centro significherebbe aumentare le entrate dei commercianti, oggi non avremmo negozi chiusi e sfitti in corso della Repubblica, corso Diaz, via G.Regnoli. Basta utilizzare un po’ di logica e di buon senso.

Finora non ho parlato di sicurezza, credo sia superfluo dire che deve essere il primo obiettivo di una amministrazione comunale.

Per ottenere un miglioramento della fruizione del centro storico vengono proposte queste iniziative:
Allargamento della ZTL: Dopo anni di immobilismo l’entrata dei Verdi nell’amministrazione comunale sta portando ad un progressivo allargamento della Zona a Traffico Limitato, che cambierà in positivo il centro di Forlì.
Piano della sosta: la gestione della sosta permette di modificare l’uso che viene fatto del mezzo privato, anche in positivo. La scelta di destinare i corsi principali ad una sosta breve, spostando la sosta lunga e parassitaria per il commercio nei parcheggi lunga sosta, va nella direzione di permettere a chi vuole entrare in centro per andare in un negozio o usufruire di un servizio pubblico di trovare immediatamente il posto nelle vicinanze.
Lavori pubblici sulla mobilità: Forlì oggi è un cantiere aperto. Le rotonde e gli interventi importanti per le piste ciclabili sono numerosi, e numerosi altri sono previsti. Penso sia superfluo anche qui dire quali benefici porteranno in termini di sicurezza e di migliore mobilità.

Un’ultima cosa: il raggio del centro di Forlì è di circa 800 metri. Questo significa che parcheggiando nel posto più lontano la propria automobile al massimo si devono compiere 800 metri per arrivare in Piazza Saffi. Quando andiamo all’ipermercato camminiamo all’interno per 2 o 3 chilometri, senza lamentarci della lontananza del parcheggio. Perché? La risposta è semplice: dentro gli iper si cammina in assoluta sicurezza, non ci si deve preoccupare delle auto che attraversano senza guardare chi passa, non si devono controllare i bambini che corrono e si divertono, ci sono belle vetrine da guardare.

Khao San Road 3 by The AlbanianOggi ricreiamo fuori dal centro storico quello che dovrebbe essere il centro storico: un bel posto dove passeggiare in sicurezza, fare acquisti ed usufruire di servizi, respirare aria libera da veleni, sedersi nei tavolini di un bar in mezzo alla piazza, con in più la luce naturale del sole.

Non mi stupisce, quindi, che ci sia qualcuno preoccupato dei cambiamenti: tutti i cambiamenti si portano dietro critiche dettate spesso dalla paura e dalla mancanza di un opportuno approfondimento di quanto sta accadendo. I quotidiani, in questo, dovrebbero fare la loro parte, mentre invece stanno diventando lo strumento di protesta dei pochi scontenti, che alzano la voce più dei molti cittadini silenziosi che aspettano che qualcosa cambi veramente.

C’è chi pensa sia opportuno rimanere nell’immobilismo e non fare nulla, continuare a vedere incidenti mortali e nuovi casi di allergie e tumori, continui danni per le tasche oltre che per la propria salute, nascondere dietro a finti progressi tecnologici la volontà di ridurre gli impatti negativi.

Io credo che la strada sia molto diversa e sono sicuro che i fatti lo dimostreranno.

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