IO sono qui, ma loro non più.

In tanti, in questi giorni (1, 2, ecc.) , hanno pubblicato la loro posizione politica attraverso il servizio “Io sono qui” di Open Polis.
Peccato, però, che i dati di quel sito non siano stati aggiornati in questi anni dalle ultime politiche (2008), e quindi praticamente tutti i risultati siano sbagliati (sempre che un servizio di quel tipo possa realmente funzionare, e non essere influenzato dalle idee di chi lo realizza).

La Sinistra Arcobaleno non c’è più da 2 tornate elettorali, I socialisti non si presentano più da soli, Il PD ha ancora Veltroni nel simbolo e non v’è traccia dei 2 segretari che l’hanno sostituito, I Verdi non ci sono, e così via.

Non a caso c’è scritto, in grande, Elezioni politiche 2008

E’ giusto ed utile esprimere la propria intenzione di voto. Un po’ fantasioso, invece, è disegnarla con quel programmino datato…

I risultati delle elezioni in trentino

In trentino il la coalizione con PD, Verdi e Italia dei Valori vince le elezioni ed elegge il presidente Dellai.
In televisione è apparsa solo la notizia dell’aumento dei voti del PD e della lega, e come al solito è una visione un po’ semplicistica.

Alle scorse elezioni i DS e la Margherita (con un riferimento al presidente nel simbolo) avevano rispettivamente il 13.63% ed il 25.88%. Domenica il PD ha raccolto il 21.62% ed il 17.92 è andato alla lista Unione Per Dellai (con una margherita nel simbolo ed il riferimento al candidato), nei quali dobbiamo però considerare anche l’UDC che ha sostenuto Dellai, a causa della bocciatura della presentazione della sua lista.

La lega passa dal 6.12% al 14,07%, il PDL dal 13.42% (FI) + 4% (AN) al 12,26%
A questo bisogna aggiungere la collocazione nella scheda elettorale: il PD e la Lega erano nella stessa riga del candidato presidente, come potete vedere dai fac simile, e questo comporta sempre grandi vantaggi numerici perché molti pensano che la lista più vicina, e non tutte quelle del riquadro, sia quella del candidato.

I Verdi passano dal 3.51 al 2.77, (contro il 3% della Sinistra Arcobaleno di qualche mese fa) ed io ritengo sia un ottimo risultato perché resiste all’allontanamento forzato dei Verdi e delle istanze ecologiste dai media.

La Sinistra (rifondazione) prende un 1%, l’Italia dei valori il 2.73 (meno dei Verdi).

Progetto Ecologista: PER UN NUOVO INIZIO DEI VERDI

PER UN NUOVO INIZIO DEI VERDI

Domenica 20 aprile 2008 a Ferrara si sono riuniti una cinquantina di Verdi espressione di non piccole e non poche realtà territoriali in profondo dissenso rispetto alla deriva personalistica, superficiale e radical – antagonista assunta dalla federazione nazionale dei Verdi negli ultimi anni, ma che dai Verdi non sono usciti. E che non ne usciranno, a patto che il prossimo Consiglio federale (10 e 11 maggio a Roma) definisca un percorso in netta discontinuità con il recente passato in termini di contenuti, forme, alleanze.
Quattro le condizioni:
1) azzerare l’attuale gruppo dirigente;
2) creare un comitato di garanzia congressuale – composto con totale parità di genere – che non veda la riproposizione di alcun esponente responsabile delle scelte (e degli stili di gestione interna) perseguite negli ultimi anni;
3) decidere, come è già nei fatti, la definitiva conclusione dell’esperienza della Sinistra Arcobaleno
4) prevedere che il congresso, per un “nuovo inizio dei Verdi”, si celebri dopo le elezioni europee con delegati provinciali e regionali definiti sulla base dei voti (dicasi voti, non iscritti) conseguiti alle europee 2009.

La cultura politica ecologista di interpretazione e trasformazione della realtà ha trovato nel tempo continue conferme, ma, in Italia, non ha invece trovato una forza politica Verde sufficientemente coraggiosa, coerente e intelligente da raccogliere pienamente la sfida ambientale e da delineare un orizzonte possibile di cambiamento. La deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno. Pensare sia ancora possibile “cambiare tutto per non cambiare niente”, con un veloce Congresso dagli esiti predeterminati, sarebbe un delirio autoreferenziale, incomprensibile per noi e per i cittadini.

Far coincidere i mezzi con il fine, le scelte collettive con i comportamenti individuali, costruire un luogo aperto e democratico dove possa trovarsi bene chi nei Verdi è già da più o da meno anni, chi vi è stato in passato come chi arriverà per la prima volta; un luogo dove sia possibile ricostruire il pensiero e la militanza ecologista e gruppi dirigenti adeguati: sono questi, per i partecipanti all’incontro di Ferrara, obiettivi irrinunciabili per un nuovo inizio.

L’invito rivolto a tutti i Verdi (anche a chi non ha diritto al voto) é di partecipare personalmente al prossimo consiglio federale, per segnalare con forza che i Verdi ci sono, ma che non sono disponibili a vedersi assorbiti nè dal Pd nè dalla ormai ex Sinistra Arcobaleno e che sono decisi ad andare avanti, con una svolta politica e culturale profonda rispetto al passato.

PROGETTO ECOLOGISTA

Il futuro dei Verdi, secondo me.

In questi giorni si parla del futuro dei Verdi, ed ho letto/ascoltato tante opinioni utili ed interessanti per il futuro dei Verdi.
Io credo che intanto si debba chiarire l’esperienza di una sinistra unita oggi terminata, o quantomeno estranea al progetto dei Verdi. La Sinistra Arcobaleno poteva a mio parere sopravvivere con un risultato dignitoso delle urne, e quello che è avvenuto è tutt’altro che dignitoso.
Penso che Verdi e Post-Comunisti abbiano in comune solo l’analisi del fallimento di questo sistema economico, che poggia le proprie basi sullo sfruttamento dei paesi in via sviluppo (che oggi rischiano la fame per gli aumenti di grano e riso).

Quello che li divide profondamente è l’analisi delle soluzioni. I Verdi non sono anticapitalisti, ed il loro elettorato non si trova nelle fabbriche (tra la copia e l’originale si sceglie sempre l’originale) ma prevalentemente nel ceto medio. Occorre ripartire dall’analisi critica della crescita e del consumo, cosa che gran parte degli iscritti ai partiti anticapitalisti purtroppo non affronta se non marginalmente.

Ma I Verdi non sono certo esenti da colpe. Per prima cosa chi ha portato a scelte fallimentari dovrebbe rimettere il suo mandato in maniera seria. Quindi presidente ed esecutivo nazionale, che si presenteranno dimissionari al consiglio federale nazionale, devono farsi da parte veramente.
L’opzione politica dell’avvicinamento alla sinistra considerata a torto o a ragione radicale non ha pagato nè con i risultati al Governo nè elettoralmente.
I Verdi devono tornare ad essere un partito marcatamente ecologista ed autonomo.
Penso inoltre che si debba ricominciare dall’elaborazione del pensiero verde e dall’analisi politica. Vent’anni fa si facevano convegni ed Università Verde proprio per ascoltare e fare dibattiti con esperti nazionali ed internazionali, avvicinando belle menti capaci di costruire un’idea di futuro.

Non a caso i Verdi sono l’unica forza politica che parte da un’idea di futuro, mentre le altre oggi si fondano sull’amministrazione del presente.

L’obiettivo da conseguire è da un lato quello di riappropriarsi di temi che vent’anni fa venivano ridicolizzati, ma che con il tempo sono diventati agli occhi di tutti reali e tangibili, dall’altro quello di ottenere risultati elettorali dignitosi come in altri paesi europei, che ci collocano spesso come terza forza capace di dialogo e di governo, senza pregiudizi sul collocamento.

Con questo PD e questo Centro-destra probabilmente il dialogo sarà impossibile nel breve periodo, chiaramente, ma il risultato di queste elezioni per fortuna non ci consegna ancora un futuro bipartitico, dove la democrazia ed il voto dei cittadini viene appiattito sulla stessa idea di fondo dello sviluppo.

Oggi c’è da (ri)costruire un progetto di questo tipo, anche partendo dai nuovi strumenti che abbiamo a disposizione, che permettono un dialogo ed una elaborazione anche approfondita senza spostamenti fisici. Penso ad esempio alla riapertura dell’Università Verde sul web con strumenti di e-learning, che permettano di chiedere aiuto a professori ed esperti per la creazione di videocorsi e di documenti di analisi fruibili in qualsiasi momento e senza sforzi.

Penso sarebbe bello ed utile avere una piattaforma dove personaggi come Ugo Bardi, Luca Mercalli, Iacopo Fo, Pallante, & c. tengano loro piccoli seminari, e costituire su internet un progetto di formazione di un nuovo pensiero ecologista a 360° (non solo alberi e Panda, quindi, ma anche nuove tecnologie, cultura libera e brevetti, per intenderci).

I Verdi devono dimostrarsi capaci di elaborare i problemi complessi per proporre soluzioni reali, tangibili, senza inseguire i populismi del momento che portano ad una disaffezione delle persone più attente ed ad risultati elettorali inappropriati.

Non sarà facile, con questa informazione e questo Governo, ma è una operazione assolutamente necessaria e possibile, se sapremo unire le forze.

Per questo oggi più che mai è importante aderire ai Verdi (contattami se sei interessato), per rifare un progetto marcatamente ecologista ed autonomo.

Chi starà alla porta per attendere cosa faranno gli altri purtroppo si renderà complice in caso di fallimento, e penso sia ormai evidente quanto sia grave lasciare agli altri la possibilità di decidere per noi.

Armatevi e partite!

In queste ore il blog che ho creato per la sinistra arcobaleno è tempestato di visite e di commenti. C’era anche un riferimento sulla Repubblica cartacea di oggi, che riportava stralci dei miei ultimi post.
Tra i tanti messaggi che mi sono arrivati un gruppo di commenti simili mi ha colpito particolarmente. Quello che più o meno si riassume in: “ho sbagliato pensando al voto utile ed ho votato PD. Ora rimboccatevi le maniche e ripartite”.

Mi chiedo se veramente la gente pensi che il voto è come un giudizio della maestra. Ti corregge il compito e ti dice se sei bravo, se non sei bravo ti consiglia di studiare di più.

Oggi molti ex elettori della Sinistra Arcobaleno si accorgono dell’errore strategico e macroscopico che hanno fatto, pensando che veramente quello di Walter fosse un risultato possibile invece di uno squallido tentativo di addossare ad altri responsabilità e conseguenze delle azioni politiche di Governo del Partito Democratico. Per far risultare una vittoria elettorale e personale una sconfitta (lo scrivevo in un sondaggio che ho pubblicato in questo blog).

Ma quello che è più grave è che a partire da qui si chiede a gran voce un impegno maggiore, ma degli altri.

La politica è un impegno costante, che molti fanno per passione spesso con questi riconoscimenti. Zero.
Sono sicuro che le richieste di aiuto domani non diminuiranno. Perché la gente chiede ai Verdi una mano e poi vota gli altri? E’ un’altra bella riflessione da fare. Probabilmente invece di un partito dovremmo trasformarci in una associazione di consumatori, per consulenze sui problemi dell’ambiente e di salute.

Chi pensa che sia utile deve fare il possibile per dare una mano, anche nel piccolo, non solo il giorno del voto.

E magari anche un po’ il giorno del voto.

Delegare agli altri l’impegno che dovremmo cercare di mettere noi stessi non porta che a questi risultati: partiti liquidi, gassosi.

Fatti di persone che non solo non hanno a cuore i vostri interessi, ma non li conoscono nemmeno. Al cellulare stanno parlando con quelli che vi stanno inquinando il giardino, che hanno già gioito pubblicamente della nostra scomparsa dal Parlamento.

Se da questi risultati non otterremo l’impegno di più persone, magari finalmente consapevoli, questo risultato sarà la risposta definitiva degli italiani alla politica.

La accendiamo?