Carlucci: stop all’anonimato in rete

Ho già parlato male delle idee di Gabriella Carlucci sul diritto d’autore e su internet, ma pare che questa volta si sia superata.
Dopo i 4 anni di prigione a chi viola il copyright , la stampa clandestina per chi tiene un blog, la censura sul web proposta da D’Alia, ora arriva anche il divieto di anonimato.

Sia chiaro, in questo caso non si tratta di perseguire chi commette reati, ma impedire qualsiasi tentativo di pubblicare i contenuti in forma anonima. Così verrebbero a sparire, ad esempio, tutte le denunce fatte dai cittadini che per qualsiasi motivo non possono rendere pubblica la loro identità (ad esempio chi ha paura di perdere il proprio lavoro, ma vuole denunciare la violazione di norme sulla sicurezza).

Internet è un mezzo che dovremmo imparare a considerare come la stampa, che protegge le proprie fonti. Gli strumenti per bloccare eventuali reati ci sono, indipendentemente dalla forma con la quale vengono inseriti negli spazi pubblici.

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.(Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo)

The incredible machines su Nintendo DS

Crazy Machines Nintendo DSUno dei videogiochi che mi ha divertito di più, a metà anni ’90, era “The Incredible Machines“. Girava su un PC che ancora non avevo, e giocavamo da un amico interi pomeriggi. A quei tempi i computer diventavano obsoleti in fretta, ed ognuno di noi ospitava gli amici quando aveva quello più nuovo.
Questo, in particolare, ricordava le invenzioni di Will E. Coyote, quando con combinazioni di oggetti e gravità tentava di acchiappare il Bipbip.
Oggi scopro che verrà pubblicato per Nintendo DS una versione rinnovata, chiamata Crazy Machines (forse per ragioni di Copyright). Spero che sia divertente come il suo antenato :)

Una nuova legge oscena sul CopyRight

Leggo sul blog di Anna Masera che il 21 Dicembre è stata approvata una legge che permette a tutti i Comuni di far valere i propri diritti di CopyRight per le immagini della città, compresi gli usi non commerciali.

Così il Colosseo non sarà più di tutti, chi pubblicherà le foto delle proprie vacanze dovrà pagare i diritti d’autore. In millenni di storia nessuno era mai riuscito ad immaginare di far pagare per le riproduzioni visive di luoghi pubblici.

La direzione è sempre la stessa, oscena: pene più severe per chi copia un cd o fa una foto di quelle che deve pagare chi falsifica bilanci.

Copyratzinger

Pare che i testi della Santa Sede saranno “tutelati” da un copyright a pagamento.
Non ho ancora capito se il tentativo è quello di fare cassa o di evitare la concorrenza nei confronti dei canali ufficiali di distribuzione delle informazioni (obbligando tutti gli enti che non sono di proprietà a pagare un dazio).

Poco male, qui su questa voce di bilancio si spenderà poco.