Alessandro Ronchi

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I Bambini fanno oh … ma pare che Povia non abbia donato i proventi come promesso

Nel 2005 Povia si presentò sul palco di San Remo fuori concorso, con una canzone che -purtroppo- tutti abbiamo ascoltato più di tutte le altre partecipanti. Sicuramente il successo di quella canzone, che ha fatto vincere il concorso a Povia l’anno successivo con un pezzo bruttissimo sui piccioni, era l’iniziativa benefica a favore del Darfur che Bonolis aveva sapientemente confezionato.
Povia si presentò con la sigla dell’iniziativa dicendo che i proventi della canzone sarebbero andati totalmente in beneficenza. Raccolse così circa 450’000 euro solo nel 2005, secondo le parole del suo discografico, che però non verso mai in beneficenza come promesso.
Quest’anno si presenta con una canzone che ci spiega che dall’omosessualità si può guarire.
Proprio per questo quest’anno non guarderò nemmeno un minuto di festival, che di omofobi e furbetti (per usare un eufemismo) ne ho abbastanza.

Distributori di latte alla spina: il Governo all’attacco.

Fin da bambini ci insegnavano a bollire il latte prima di berlo, prima dell’introduzione del latte “bionico”.
I distributori di latte alla spina, nati in tutt’Italia per ridurre i costi, ravvicinare il produttore al consumatore e diminuire i volumi degli imballaggi buttati, vendono latte crudo.
Questi distributori hanno iniziato a far concorrenza alle multinazionali del latte, perché offrono un prodotto migliore ad un prezzo inferiore. In tempi di crisi queste esperienze sono un valore da sostenere.

Il Governo invece pensa di chiuderli:

Il Ministero della Salute , Sottosegretario Martini, annuncia : “la possibilità di emanare un’ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell’ informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura”.

Il problema, quindi, pare che sia la mancanza di un avviso ai clienti che avverta di consumare il prodotto solo se bollito. Invece di ordinare l’obbligo di affissione di questo avviso, la proposta ovviamente è quella di chiudere baracca e burattini, obbligando i piccoli imprenditori ed i piccoli allevatori che hanno fatto investimenti per loro ingenti ad un probabile fallimento.

Abbiamo visto i ridicoli cartelloni sull’alcool nei bar, mettiamone uno anche sui distributori, ma non si cerchi di dire che è questo il motivo per il quale si vogliono chiudere (quello vero, provate ad immaginarlo voi).

Nel frattempo firmiamo la petizione e facciamo girare questa informazione inviandola agli amici.

Al Parco urbano disinfestazioni non autorizzate e senza precauzioni

Ieri in Consiglio Comunale abbiamo appreso che nel parco urbano, a differenza di quanto più volte affermato in questi anni a seguito di indagini ed interrogazioni successive a malori di animali e cittadini, sono state più volte effettuate disinfestazioni senza autorizzazione e senza precauzione.
Questo fatto è ovviamente grave, perché le disinfestazioni antizanzare di questa portata hanno delle norme da rispettare, ed il prodotto utilizzato, lo zatox 11 EC, obbliga l’uso di tute e guanti resistenti alle sostanze chimiche, all’impiego di maschera tuttofacciale con filtri, in quanto prodotto irritante e pericoloso per l’ambiente (come potete vedere dalla legenda che ho trovato su internet).
Queste operazioni ovviamente obbligavano il parco ad una chiusura precauzionale, per evitare che genitori e bambini venissero a contatto con queste sostanze nebulizzate.
La società Il Parco ha quindi recentemente smentito quanto aveva risposto fino ad oggi, ammettendo che l’azienda che gestisce il ristorante “Peter Pan” in sub-concessione ha eseguito trattamenti (da contratto 6 trattamenti annui, da Maggio a Settembre).

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